Tuiga

Dopo aver fatto una prova con uno scafo costruito in modo tradizionale, ho deciso di costruire uno stampo per riprodurne qualche esemplare per gli amici del mio gruppo ( Gruppo Radiovela Endine ).
L’intenzione era quella di realizzare un modello semplice , di misure contenute facile da trasportare e da stivare a casa.
Le linee d’acqua sono uguali all’originale mentre la coperta ed il piano velico sono stati adattati per esigenze di navigazione radiocomandata.
Qui di seguito pubblicherò alcune immagini che ho fotografato mentre costruivo lo scafo n. 02 per l’amico architetto Paolo Versè che ha contribuito alla realizzazione del progetto del piano velico .

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I° Dopo aver estratto con successo lo scafo dallo stampo mi sono preoccupato di riempire la deriva di zavorra , ho usato i pallini da caccia di piombo mescolati con la resina ; il peso già collaudato sulla prima barca è di 2300 g. di piombo più 100 g di resina colata nel vano della deriva.
Lo scafo è rivestito in gel-coat bianco , ma se vuoi cambiar colore una leggera carteggiata con
carta 400 renderà la superficie opaca e pronta da verniciare

II° Ho irrigidito lo scafo con un listello in legno da mm 5×5 sul perimetro dello scafo , ho fissato i relativi bagli che servono da supporto alla coperta ed all’albero ; gli stessi saranno utilizzati anche per fissare i tubetti in ottone da 3 mm che fanno scorrere le scotte dei fiocchi e della randa.

Successivamente ho fissato gli alloggi del servo vele , del servo timone , visto che la barca avrà bisogno di appesantire la prua ho deciso di costruire un alloggio per le batterie da posizionare nella parte anteriore dello scafo , la sostituzione avverrà utilizzando il piccolo tambuccio di prua ,  la ricevente sarà posizionata al centro barca posizionata sui listelli in legno resinati allo scafo

La losca del timone è stata montata su un baglio fissato sulle murate dello scafo , mentre la pala del timone è stata fissata al calcagnolo della deriva con una basetta costruita in ottone fissata con 2 viti autofilettanti.

III° Visto che le parti interne sono completate passiamo alla coperta , ho sagomato un pezzo di compensato spessore 1,5mm dove saranno ritagliati gli spazi per le ispezioni ; lo stesso sarà alloggiato all’interno delle murate ed appoggiato sul listello da 5×5 mm. fissato precedentemente; per facilitare il lavoro ho inserito le misure che ho usato per creare le aperture , queste misure non sono vincolanti ma possono essere tranquillamente modificate.
A questo punto dovrete decidere se procedere a costruire la coperta staccata dallo scafo o unire il tutto e lavorare con la coperta fissata allo scafo.
La coperta che vedete in costruzione è stata realizzata staccata ma fate molta attenzione perché al momento dell’incollaggio allo scafo potrebbero esserci delle piccole fessure tra la coperta e lo scafo che potrebbero causare infiltrazioni di acqua , in qualsiasi modo vogliate intervenire la coperta sarà la stessa .

Ho cominciato con creare il bordo esterno di contenimento ed i vari accessi per ispezione utilizzando listelli di mogano larghi 15mm. e spessore 3 mm. ; dopo averli lasciati in ammollo una notte sono riuscito a sagomare la forma curva dello scafo . I listelli di mogano dovranno sporgere dalla coperta almeno 2mm. per poter rifinire al meglio la congiunzione . Per i contorni delle ispezioni la cosa è più semplice : basta solo tagliare con un po’ di precisione i listelli di mogano

Per rivestire la coperta ho utilizzato i listelli di abete da mm. 3×3 con le fughe nere ; le fughe sono realizzate con del cartoncino tagliato a misura che viene precedentemente incollato al listello, il tutto viene poi assemblato seguendo la forma curvilinea dello scafo.
Finito l’assemblaggio una buona carteggiata renderà perfetta la coperta . A questo punto la coperta è pronta per essere verniciata , una vernice trasparente acrilica renderà impermeabile e lucida la coperta.

La falchetta posizionata sul bordo è stata realizzata con un listello in mogano spessore 3mm.

V° La regolazione delle scotte è fatta con un servo di buona potenza ; è stata montata una staffa irrigidita in carbonio ed alle estremità sono state montate 2 carrucole, una singola per la randa ed una doppia per i fiocchi allo scopo di migliorare lo scorrimento ed evitare rotture da abrasioni .

VI° Le aperture per le ispezioni sono state costruite con un rialzo per poter calzare la tuga centrale ed i 2 tambucci e riparare inoltre da ingressi dell’acqua che corre sulla coperta.

VII° La tuga ed i tambucci sono realizzati in mogano e sono asportabili per la necessaria ispezione ; a poppa è stata realizzata una base in ottone per supportare l’asta della bandiera .

VIII° Il bompresso è realizzato con tondo di tiglio diametro 10 mm , l’albero con tondo diametro 12 mm , l’alberetto con tondo da 10 mm , il tondo in ottone oltre a rendere un effetto gradevole rende gli attacchi più robusti . L’albero è passante ed appoggia sopra la zavorra di piombo.

Le drizze dei fiocchi e della randa sono fissate alle bitte costruite in legno a piede d’albero.
Il supporto ad angolo del boma del picco è stato piegato con una semplice sagoma in legno, l’amico Paolo ha voluto per la sua barca tre sartie per lato ma io consiglio di mettere una sartia bassa e una alta , sono più che sufficienti . Le sartie saranno fissate sopra la coperta dove usciranno le lande in tondo filettato da 3 mm precedentemente resinate sulle murate interne.

 

IX° Il piano velico, disegnato dall’amico arch. Paolo Versè, ha reso la barca stabile e ben equilibrata senza coricarsi al primo colpo di vento . Ho realizzato le vele con un semplice tessuto leggero da spi , la scelta non è completamente in tema con il tipo di barca ma rendono sicuramente la barca più veloce e divertente da governare con poco e con tanto vento . In caso di aumento di vento prima va tolta la controranda , poi si abbassa la randa dando una mano di terzaroli.

 

vedi foto prova tuiga

Per l’assetto corretto in acqua è stato necessario aggiungere 100 gr. di zavorra a prua, oppure se usate una batteria di almeno 100 g. potreste  inserirla al posto della zavorra a prua.
Fatto questo la barca si è comportata bene mantenendo una rotta stabile senza correzioni. Anche se rimane ancora qualche modifica migliorativa, la prova in acqua è stata eccezionale.
Attualmente in cantiere ci sono altre cinque Twiga che alcuni amici del Gruppo Radiovela Endine stanno allestendo.
Grazie alla possibilità di avere disponibile lo scafo in vetroresina  ed il piano velico che posso fornire a chi è interessato, la costruzione diventa veloce e a costi più che ragionevoli.
Se vuoi saperne di più o c’è qualcosa che non è chiaro contattami.

2 Comments

  • Federico Steri ha detto:

    Ottimo lavoro Presidente, finalmente qualcosa di diverso dalle solite classi. Quando saranno terminate le altre cinque barche, vi divertirete alla grande nel vostro meraviglioso lago. Sicuramente un percorso da tenere in considerazione. Bravi!!! Federico Steri

  • Apostoli Massimo ha detto:

    William, sono sempre stato affascinato da queste barche belle ed eleganti . Era un po di tempo che pensavo ad una barca a chiglia lunga, perche’ credo possa essere la soluzione definitiva per evitare il problema delle alghe nei modelli radiocomandati . Ora che vedo queste tue barche penso che hai trovato la soluzione a questi problemi . Mi piace anche l’idea di terzarolare e togliere controranda e fiocco . Spero proprio che questo progetto vada in porto .

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